Italia Nostra Onlus - Sezione di Firenze
Italia Nostra è un'Associazione volontaria nazionale, no profit, che si occupa della tutela del del patrimonio storico artistico ed ambientale italiano. I suoi volontari si adoperano per attuare un controllo diretto e costante in difesa delle nostre bellezze artistiche ed ambientali quando risultino minacciate da scempi di ogni tipo, sia da parte di privati che di Enti Pubblici.

Sito denuclearizzato

giovedì, 02 luglio 2009
AVVISO A TUTTI GLI UTENTI

A causa di alcuni problemi tecnici siamo costretti a sospendere momentaneamente l'attività del blog.
Speriamo di riprendere al più presto le normali attività.
Scritto da: AntonellaR alle ore 15:55 | link | commenti | categoria:
Viareggio: una tragedia figlia di scelte economiche sbagliate

Volentieri pubblichiamo questo comunicato che Italia Nostra condivide in pieno.
Esprimiamo il nostro cordoglio per le vittime di questa ennesima tragedia annunciata e la vicinanza di tutta l'associazione alla sezione d'Italia Nostra Versilia e al suo Presidente Antonio dalle Mura.


Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze
Viareggio: una tragedia figlia di scelte economiche sbagliate

L'entità del disastro di Viareggio lascia attoniti. Il numero delle vittime e l'estensione dei danni ci parlano di una catastrofe.
Il cordoglio di tutti i partecipanti al Comitato va a tutti quelli che hanno perduto parenti o amici.
Il nostro impegno nel promuovere un trasporto pubblico efficiente e sicuro non può esimerci da fare, fin da ora, alcune considerazioni, mentre attendiamo gli esiti delle indagini della magistratura per una valutazione definitiva.

La prima è che l'aver
convogliato la quasi totalità delle risorse economiche su un progetto faraonico come l'Alta Velocità "all'italiana" ha provocato l'abbandono di tutti gli altri settori del trasporto ferroviario; in particolare quello delle merci ha visto un calo progressivo e costante che non può che prevedere il sostanziale smantellamento di questo servizio. Questo è frutto di una grave decisione politica che ha autorizzato il vertice FS a questa politica dissennata.

La seconda è una riflessione sul
processo di privatizzazione delle FS che ha dato nella generalità un esito negativo. In particolare nel settore delle merci ha visto un abbassamento delle norme di sicurezza per i lavoratori interessati tra i quali gli incidenti sono, in percentuale, molto aumentati.

Il fatto che il presidente delle FS Moretti si trinceri, per scaricarsi delle responsabilità aziendali, dietro il fatto che i carri coinvolti nell'incidente non sono di proprietà delle FS
è un implicito riconoscimento del fatto che ai privati non può essere delegato un fatto importante come la sicurezza e la manutenzione. E' la constatazione che "il porsi sul mercato", come ama dire Moretti, non è la panacea per tutti i problemi, anzi i vincoli di bilancio e la ricerca ossessiva di profitto provocano economie che spesso portano a tragiche conseguenze. Il degrado delle ferrovie della Gran Bretagna (le prime privatizzate) avrebbe dovuto insegnare qualcosa, ma pare che i nostri politici e i nostri manager non se ne siano accorti.
Un’azienda pubblica sana (moralmente ed economicamente), il cui unico compito sarebbe quello di produrre e garantire il trasporto pubblico, dovrebbe sovrintendere e coordinare lo sviluppo di un settore così importante per un paese moderno e non delegarlo a una fantomatica imprenditorialità che non può e non vuole farlo.
Invece oggi siamo attoniti a contare i morti, i feriti, le case distrutte di un disastro che sarebbe stato improbabile se le risorse fossero state saggiamente destinate a garantire manutenzione e controlli di sicurezza.


Per questo ribadiamo la nostra ossessiva richiesta: che le risorse pubbliche siano destinate alla sicurezza e al trasporto pubblico, quello dei pendolari, delle merci, di tutti quelli che hanno bisogno di spostarsi nel nostro paese. Che si abbandonino progetti folli come il tunnel sotto Firenze: inutile per le ferrovie, dannoso per città e ambiente, catastrofico per le casse dello Stato.

Scritto da: AntonellaR alle ore 14:25 | link | commenti | categoria: comunicati, denunce, tav , comuni limitrofi, 2009
martedì, 30 giugno 2009
Beni cultirali, le nomine truccate dei sovrintendenti all'archeologia
Cliccate sulle immagini per ingrandirle.





Scritto da: AntonellaR alle ore 19:58 | link | commenti | categoria: denunce, 2009
La sezione fiorentina di Italia Nostra esprime tutto il suo cordoglio per il disastro avvenuto stanotte alla stazione di Viareggio.
Scritto da: AntonellaR alle ore 11:09 | link | commenti | categoria:
giovedì, 25 giugno 2009
Ricostruire dopo un terremoto: nella Valle del Belice la nuova Brasilia

“SOS -SOS - Qui si sta morendo. Si sta morendo perché si marcisce di chiacchiere e di ingiustizie. Galleggiano i parassiti, gli imbroglioni, gli intriganti, i parolai: intanto la povera gente di sfa.”

Si sfa: letteralmente, si sgretola. Come la terra colpita da un terremoto.

Usava le parole giuste Danilo Dolci quando, il 25 marzo del 1970, denunciava dai microfoni di “Radio Libera di Partinico” le vergognose condizioni di vita dei terremotati del Belice. Di gente scampata al violento sisma che soli due anni prima aveva colpito una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo. Le vittime erano state 370, un migliaio i feriti e circa 98.000 i senzatetto. Tra i 14 centri colpiti dal tragico evento, 4 erano stati completamente distrutti: Ghibellina, Salaparuta, Poggioreale, Montevago. Tanti altri avevano subito ingenti danni.

Un intero territorio aveva cambiato la propria geografia portando allo scoperto l’arretratezza di una delle zone più povere della Sicilia del tempo, costellata di case costruite in tufo e prevalentemente abitate da anziani, donne e bambini. Gli uomini erano già da tempo emigrati altrove.

La terra aveva tremato eppure le difficoltà per i sopravvissuti dovevano ancora arrivare. Nel marzo del 1968, due mesi dopo il sisma, una rappresentanza della popolazione locale si era diretta a Roma per protestare davanti al Parlamento al grido di: “Moro, dai i soldi ai siciliani!”. Non sappiamo se fosse bastato questo, comunque sia la Sicilia aveva così ottenuto la legge per la ricostruzione e lo sviluppo della Valle del Belice.

Sulla carta, si intende. Nei fatti, trascorreranno ancora lunghi anni tra i pantani delle promesse mancate, degli appalti truccati dal malaffare politico-mafioso e dei ritardi negli stanziamenti economici. Uomini come Danilo Dolci, già da tempo impegnati nelle lotte delle popolazioni del Belice contro l’asservimento agli strapoteri locali, diventarono i veri portavoce dei terremotati. Fu lui infatti a fondare a Trappeto il Centro di Formazione per la Pianificazione Organica e a organizzare convegni per urbanisti e architetti invitati a concepire la “città-territorio”: una rete di piccoli centri autonomi e intercomunicanti. E fu sempre lui a dare il via alla “radio dei poveri cristi” per denunciare il disimpegno dello Stato e gli sprechi di denaro pubblico nella ricostruzione.

La sua battaglia durò solo ventisette ore, dopo le quali un’azione a sorpresa di polizia e carabinieri decretò la fine dell’emittente. Ma non della trasmissione ideale del suo messaggio, dove la parola diventava strumento di non violenza attiva e leva di cambiamento sociale. Se ne ricorderà Peppino Impastato quando nel ’77, al culmine del movimento delle radio libere, fonderà la sua Radio Aut.

La voce Danilo Dolci certamente non restò isolata. Ecco come, a nove anni di distanza dal sisma, si esprimeva Don Antonio Riboldi, allora parroco di Santa Ninfa: “Come essere prete lì in mezzo? Come si fa a dire a un uomo che per nove anni vive nelle baracche dove ci sono topi, dove piove, che Dio è qui e ti ama? Come trasmetterlo questo messaggio d’amore a un uomo che non capisce più bene se vivere è sopravvivere o realizzarsi?”

Interrogativi i suoi che, uniti al crescente disagio della popolazione locale, fecero nascere l’idea di dichiarare il governo “fuorilegge” per non avere rispettato la legge di ricostruzione varata anni prima.

Il poco ad essere realizzato suscitò invece e da subito le critiche di chi parlò di una riedificazione senza memoria, frutto di un lavoro di sperimentazione architettonica, del tutto indifferente alle necessità sociali e strutturali del luogo.

Il simbolo di questa ondata di anarchica cementificazione divenne Gibellina che, a dirla con le parole del giornalista Mario La Ferla, prendeva forma con i suoi palazzi scandinavi, i suoi boulevards parigini, i suoi innumerevoli monumenti disseminati tra strade e piazze, la sua chiesa di stile islamico, gli edifici che dovevano ricordare il Beaubourg. E subito divenne un caso nazionale, tra i più discussi e clamorosi del dopoguerra. I suoi creatori, architetti e urbanisti d’avanguardia, l’annunciarono come la città ideale, appunto una nuova Brasilia, Atene del tempo di Pericle, la città dove finisce il passato e comincia il futuro, centro della fantasia al potere e del riscatto di secoli bui della Sicilia.

Peccato se per questa testimonianza, affidata al libro del 2004 “Te la dò io Brasilia-La ricostruzione incompiuta di Gibellina nel racconto di un giornalista detective”, l’autore abbia lamentato un clima da proibizionismo. Se figure come quella di Danilo Dolci facciano oggi parte dei fantasmi della storia. E se a molti degli abitanti del Belice manchi, in modo irrimediabile, la sicurezza e la familiarità dei propri luoghi di origine.

Questa si chiama democrazia ed è un’altra cosa.

Donatella Vassallo

Scritto da: AntonellaR alle ore 10:01 | link | commenti (3) | categoria: denunce, edilizia, vegetazione, 2009
martedì, 23 giugno 2009
Comunicato di Italia Nostra sulla vicenda Volterra New moon e Spremio Flagellum Civitatis
Pubblichiamo il comunicato stampa di Maria Rita Signorini (Consiglio regionale Toscana e Consiglio nazionale d'Italia Nostra) che oggi potete trovare anche sul Tirreno.

Al Caporedattore de Il Tirreno Emilio Chiorazzo

Ringrazio il Tirreno che ci dà l'opportunità di fare alcune precisazioni in seguito al putiferio mediatico  scatenatosi dopo la nostra attribuzione dello Spremio flagellum civitatis.

Siamo stupefatti che la consegna del goliardico Attila abbia scatenato tanto clamore fino a suscitare l'intervento su queste stesse pagine di Vittorio Sgarbi, concorde col pensiero d'Italia Nostra.

Restiamo anche allibiti per i  troppi avvelenati commenti.
Finora la fama dello Spremium, rubrica attiva da pochi mesi  sul blog d'Italia Nostra Firenze non era andata oltre i confini dell'associazione e dei suoi simpatizzanti, e non ha mai suscitato stizzite reazioni da parte di chi lo aveva virtualmente ricevuto, l'attribuzione della statuetta dell'Attila (n
ata da una brillante idea della sezione Apuolunense) ha  lo scopo di sottolineare 'bacchettando' in modo scherzoso e tipicamente toscano, azioni che sono contrarie allo spirito stesso dell'associazione, il cui scopo principale è quello di tutelare il patrimonio paesaggistico e storico-culturale del Paese.              

Lo Spremio, che ci viene segnalato di solito dai nostri soci e dal mondo ambientalista,  viene attribuito, per sua stessa natura, a chi si è occupato della vicenda, nel nostro caso 'i premiati' non potevano essere altri che il Comune di Montepulciano e il signor Paterni a capo del Comitato Volterra Eventi.  Ma  vorremmo anche ricordare che in nessun punto del nostro intervento, come in nessuna parte della lettera all'Onorevole Bondi, inviataci dal signor Migliorini, e che noi abbiamo ritenuto opportuno pubblicare, ci sono passaggi offensivi né nei confronti del signor Paterni né nei confronti del Comune di Montepulciano.

Non ci saremmo mai aspettati tanta attenzione da parte della stampa e l'assalto al nostro blog con una marea d'interventi talora assai centrati, talora invece assai poco civili e perciò cancellati. Ci preme ricordare che trattandosi di un blog  i commenti vengono pubblicati in automatico dalla piattaforma Splinder che ci ospita e solo in seguito possiamo cestinarli se sono particolarmente offensivi.  
A Volterra è capitato che in un momento post-elettorale, politicamente molto delicato, si è scatenata una diatriba politica e un regolamento di conti tra diverse fazioni che ben poco ha a che fare con gl'intenti di Italia Nostra, e si sono registrate una sequela di reazioni assai poco sportive ed esagerate che ricordano tanto chi ricevendo il tapiro in TV reagisce in modo inconsulto.

 Dal canto nostro abbiamo comunque dato la parola a tutti e pubblicato una lettera di precisazioni del signor Luciano Picchi, collaboratore del Comitato Volterra Eventi, proprio perchè ciò che ci spinge a tenere attivo il blog è la voglia di essere facilmente raggiungibili dai cittadini, quella di suscitare riflessioni su questioni ambientali e culturali e quella di dare un'informazione il più corretta e ampia possibile. Auspichiamo così di poter ristabilire la discussione su toni più pacati e civili e soprattutto di riuscire, con la nostra segnalazione, a evitare un orrore culturale quale quello che potrebbe capitare ai monumenti  di Montepulciano se sarano spacciati per quelli di Volterra, considerando che il film NewMoon che ha già ora tanti fans avrà un pubblico di giovani d'età scolare, già privi delle necessarie ore d'insegnamento della storia dell'arte, una platea che in tal caso ne riceverebbe un messaggio assai diseducativo.   

Italia Nostra ha solo smosso le acque, speriamo di aver fatto come l'Arcangelo Raffaele che agitando le acque della piscina di Betesdà  le rendeva miracolose per risanare i malati, così il nostro miracolo sarebbe quello di ottenere che tutti i protagonisti della vicenda si accordino per agire unanimemente per il bene della  magnifica Volterra e della magnifica Montepulciano.

Mariarita Signorini
Consiglio regionale Toscana e
Consiglio nazionale d'Italia Nostra

Scritto da: AntonellaR alle ore 11:21 | link | commenti | categoria: comunicati, 2009, spremio flagellum civitatis
lunedì, 22 giugno 2009
Lo scienziato Mattioli: Perchè bisogna dire "NO" al nucleare








Scritto da: AntonellaR alle ore 14:44 | link | commenti | categoria: energia, 2009
Reggio Calabria: rigassificatore Gioia Tauro - danni al prezioso corallo nero, al turismo e alla salute di Costa Viola e Scilla

Gioia Tauro - Reggio Calabria (UnoNotizie.it)

Il patrimonio naturalistico ambientale e marittimo calabrese d’interesse mondiale continua a perdere le sue ricchezze per l’inettitudine di una classe politica sempre più attenta agli interessi economici delle vari lobbies e sempre meno interessata alla salvaguardia delle peculiarità del nostro territorio e della salute dei cittadini che in esso risiedono.

Ai piedi della Ninfa Cratèide e di sua figlia Scilla, lungo la Costa Viola, decantata per le sue bellezze da Platone, si estende la colonia di corallo nero, unica e più grande del mondo, sensibile alle temperature e ai mutamenti ambientali, tanto da essere considerata specie protetta.

Anche questo incantesimo naturale che il tempo ha gelosamente custodito lungo i secoli nelle acque del mare, tra i 50 e i 110 mt di profondità, rischia oggi di venire annientato in pochissimo tempo con la realizzazione di un mega rigassificatore unico al mondo dalla capacità di 12-16 miliardi di mc di gas.

Infatti il gas arriverà a Gioia Tauro con le metaniere in forma liquida ad una temperatura di - 163° centigradi e nelle operazioni di rigassificazione verrà portato alla temperatura di 9°centigradi. Il tutto avverrà prelevando l’acqua del mare alla quale verrà sottratta un’enorme quantità di energia calorica prima di essere restituita alle nostre coste più bassa di 7° e addittivata con IPOCLORITO DI SODIO (OSSIA: CANDEGGINA).

Nello studio d’impatto ambientale di parte, presentato dalla società Lng, manca qualsiasi riferimento ad un’analisi dello stato di salute del nostro mare, o meglio prendono in considerazione i dati di uno studio del Ministero Ambiente del 1996-99 come se negli ultimi dieci anni non fosse cambiato nulla.

In realtà proprio in questi anni il nostro mare è stato sempre più inquinato ed oggi, in base ai dati pubblici forniti dal Ministero della Salute, in provincia di Reggio Calabria risulta che le acque di San Ferdinando sono già fortemente inquinate (cfr. risultati e tabelle del ministero pubblicate all’indirizzo internet http://www.ministerosalute.it/balneazione/risultatoProvincia.jsp?CodProv=080).

Dai risultati emerge chiaro che la balneabilità a San Ferdinando è vietata per ampi tratti proprio per inquinamento. Da tali analisi risulta che le nostre acque sarebbero già inquinate oltre la soglia di legge, non balneabili e da sottoporre sin da subito a provvedimenti di bonifica e successivi monitoraggi di verifica” altro che costruire un rigassificatore con autorizzazione di riversare in mare IPOCLOCORITO DI SODIO, candeggina altamente inquinante, i cui composti sarebbero cancerogeni.

Tutto ciò è potuto accadere per la miopia politica dei nostri amministratori che nel permettere la presenza di numerose strutture dall’elevatissimo impatto ambientale tutte in pochi chilometri quadrati di territorio della Piana, ci hanno portati ad un punto di “non ritorno” non in grado di ricevere più alcun tipo di ulteriore inquinamento.

Allo stato dei fatti manca inoltre uno studio serio, neutrale e pubblico sulle conseguenze di quest’ultima attività con l’ ecosistema marino e anche sulla possibilità di arrecare danno al “corallo nero” o di dare il colpo di grazie all’attività dei pescatori delle nostre coste. Nello studio di parte presentato dalla LNG ci si limita solamente ad affermare che le quantità di ipoclorito di sodio che verranno riversate nelle nostre acque saranno nei limiti consentiti dalla legge come se fissare un limite possa evitare ad un veleno di essere tale.

Queste sostanze che saranno riversate in mare anche se nei limiti di legge inquineranno e l’inquinamento è dannoso per la salute e l’ecosistema.

Come possiamo credere che il turismo non subirà alcuna conseguenza? Chi si bagnerà nelle nostre acque sempre più inquinate e sempre più fredde? E quanti posti di lavoro si perderanno a fronte delle 80 persone impiegate nel rigassificatore?

Vogliono costruire un ecomostro, di nome e di fatto. La fila dei questuanti per avere prebende, ogni giorno s’infittisce. A parte due sindaci della Piana nessun politico di rilievo si è interessato delle conseguenze sul territorio e dei pericoli incombenti sulle popolazioni. I partiti una volta d’opposizione, sensibili alla salvaguardia dell’ambiente, oggi sono diventati partiti di governo e non si interessano più della salvaguardia del territorio e delle sue ricchezze naturali.

Dalla politica continuano ad arrivare le consuete proposte per monetizzare il pericolo, usando l’arma inebriante del danaro e il ricatto dei posti di lavoro, modo indegno di un paese civile per favorire luoghi ad economia forte, i quali si liberano di questi impianti pericolosi per allocarli altrove, dove la politica è inesistente o acquiescente.

Ancora una volta il sud viene sfruttato , ancora una volta con il benestare di tutta la classe politica calabrese e la piana di Gioia Tauro viene colonizzata per soddisfare le esigenze dei potenti di turno.

Noi a questo sistema non ci stiamo e continueremo ad opporci.

I delegati del comitato

Giuseppe Rizzo
Jacopo Rizzo
Renato Bellofiore


Scritto da: AntonellaR alle ore 14:28 | link | commenti | categoria: energia, denunce, vegetazione, 2009
Clicca qui per leggere l'articolo di Metro del 18/06/2009 "Interventi rurali: associazioni divise", in cui Maria Rita Signorini, a nome di Italia Nostra, esprime tutta la preoccupazione che deriva dal Pit (piano di indirizzo territoriale) approvato la scorsa settimana in Consiglio Regionale, secondo cui l'autorizzazione delle Soprintendenze per effettuare modifiche in capannoni e abitazioni di campagna d'ora in poi non sarà più necessaria.
Scritto da: AntonellaR alle ore 10:56 | link | commenti | categoria: comunicati, firenze, denunce, edilizia, vegetazione, 2009
Firenze - ballottaggio: la posizione di Italia Nostra
Clicca qui per scaricare l'articolo del Giornale della Toscana del 19-06-2009: "la galassia ambientalista si spacca sul nome di Renzi".
Scritto da: AntonellaR alle ore 10:50 | link | commenti | categoria: comunicati, firenze, 2009
Attivita' In Corso:


PER PROBLEMI TECNICI IL BLOG E' MOMENTANEAMENTE SOSPESO.

SPERIAMO DI RIPRENDERE AL PIU' PRESTO LA REGOLARE ATTIVITA'





Vi Segnaliamo:
Paesaggi Sensibili





Forum rifiuti





Per i video usiamo Real Player. Clicca qui per scaricare gratuitamente il programma
Le Nostre Pagine:
E' NATO IL SITO DI ITALIA NOSTRA!! Clicca sul logo:







Flagellum Civitatis:


Lo Spremio Flagellum Civitatis, ideato dalla sezione Apuo-Lunense, è un goliardico premio destinato agli Enti locali ed agli amministratori che abbiano violato i valori fondanti dello statuto di Italia Nostra: la tutela e la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e storico-artistico del nostro Paese.

Cliccate su Attila per mandarci le vostre candidature!!
Chi Sono
Utente: AntonellaR

Via G.P. Orsini, 44 - 50126 Firenze
Tel/fax: 055/6815010.
Orario ufficio: lun-ven dalle 9.00 alle 13.00
firenze@italianostra.org.

C/c post: 21230503

Dove siamo: cartina della zona
Come raggiungerci: autobus e treno




  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio e Biblioteca
La sezione possiede una piccola biblioteca specialistica e l'archivio dell'attività svolta (anche a livello regionale) dal 1958 in poi. Tale patrimonio documentario è consultabile nell'orario di apertura sia da parte di studenti e laureandi, che da parte di cittadini interessati alle più diverse tematiche e problematiche relative all'ambiente, beni storico-artistici, politiche urbanistiche, parchi etc. di Firenze, del territorio fiorentino e toscano
Notiziari Della Sezione:
Progetto Rifiuti:
Nell'ambito del progetto sulla storia dei rifiuti - organizzato da Italia Nostra - gli studenti hanno creato il forum che potete vedere cliccando sul logo sottostante



Osservatorio:
Osservatorio sul paesaggio on-line


Il 14 luglio è stata sottoscritta una convenzione tra la Regione Toscana (Assessorato alla Cultura) e il Consiglio Regionale della Toscana di Italia Nostra, per la realizzazione di una banca dati sullo stato del paesaggio in Toscana per l'anno 2003, con il titolo OSSERVATORIO SUL PAESAGGIO TOSCANO. Si fa appello ai Soci, alle Associazioni Ambientaliste, ai Comitati e ai Cittadini della Toscana perché collaborino con regolarità alla buona riuscita dell' OSSERVATORIO SUL PAESAGGIO TOSCANO con informazioni e denunce, con opinioni e contributi di discussione, con l'inoltro di istanze alle Istituzioni. Un appello caloroso è rivolto anche alle Istituzioni (Regione, Province, Comuni, Soprintendenze, ARPAT, Autorità di Bacino, ecc.) che sono chiamate in causa o che intendono informare, discutere, partecipare le loro idee o scelte progettuali o i bisogni generali e particolari.
Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore
*loading* visite
eXTReMe Tracker




Crediti
Template e grafica by
IN ARIA... & kiocciola

Distribuito su
IN ARIA..., kiocciola, NST & GRAFICA DI STILE



Creato da


AntonellaR